Lacus est quod perpetuam habet aquam

Lacus est quod perpetuam habet aquam
La disciplina giuridica dei laghi dal diritto romano alla fine dell'età moderna

di Mario Speroni
luglio 2012
collana: Fuori collana 
serie: RICERCA
area tematica: Scienze Sociali 
ISBN: 978-88-97752-08-0 (versione a stampa)
230 pagine
20,00 (versione a stampa)

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IL LIBRO

Nel primo capitolo, viene esaminata la disciplina giuridica dei laghi nel diritto romano, dall'età classica fino al tardo impero. Nel secondo capitolo, la disciplina giuridica dei laghi nel diritto medioevale. Si parte dall'alto medioevo ( § 1 ). Si passa alla dieta di Roncaglia e al successivo riconoscimento imperiale dei diritti dei comuni dell'Italia settentrionale sui laghi della Padania (§ 2 ). Nel terzo paragrafo viene trattato analiticamente il lago di Garda sotto il dominio veneziano. Successivamente, nel quarto è la volta di Verbano, Lario e Ceresio, sotto il dominio visconteo. Si passa poi al Trasimeno, sotto il dominio perugino ( § 5 ). Da ultimo, viene esaminata la dottrina del diritto comune a proposito dei laghi ( § 6). Il terzo capitolo è dedicato all'età moderna. Nel primo paragrafo si esamina la normativa sulle acque del ducato di Milano, con riferimento al Verbano, al Lario e ad altri laghi minori della Lombardia. Nel secondo, i rapporti tra ducato di Milano e Signori Svizzeri, per quel che riguarda le acque del Verbano e del Ceresio, nonchè la singolare posizione del lago di Mezzola. Nel terzo, la legislazione piemontese, dopo l'acquisizione, nel 1774, della parte occidentale del Verbano al regno di Sardegna, in conseguenza del trattato di Worms. Nel quarto, la normativa della repubblica di Venezia sulle acque e in particolare sul lago di Garda; i conflitti di giurisdizione sulle acque del lago. Nel quinto, la disciplina della pesca nel Trasimeno ed in particolare la cedola del 1568, in vigore fino al 1822.

L'AUTORE

Mario Speroni è attualmente assistente ordinario al Dipartimento di Cultura Giuridica, presso l’Università degli studi di Genova.